B. V.

 COME FARO’ A NON VEDERTI OGNI MESE, DEVO ASPETTARE  FEBBRAIO PROSSIMO!!!!  

 

 Cara Maestra Marinella                                                       

 eccomi qua alla mia valutazione finale.

Bene, non bastano pochi fogli per esprimere quanta ricchezza mi ha donato questo corso. Erano anni che ripetutamente controllavo il blog su internet di questa sconosciuta disciplina di nome “Giocodanza”, e ogni volta mi incuriosivo sempre più.        “ Mah!!! Io non avrò mai il coraggio di frequentare questo corso, se poi l’insegnante del corso mi pone domande?! Io non conosco la teoria della danza, non l’ho mai studiata. E se incontro professioniste, ottime ballerine?! Nooo, io non posso. E poi Grosseto?! Ma è lontanissimo, il viaggio dura quattro ore. Lasciamo stare non fa per me. Mi limiterò al tirocinio fatto con la mia insegnante di danza, riproponendo le sue lezioni .

Ma come per magia, la magia usata proprio nel giocodanza, un giorno sento una voce, la voce di un grillo, la voce della mia coscienza, ebbene si proprio come Pinocchio, il grillo mi dice: “ Cara Viviana, a volte è fondamentale sapere cosa si vuole ottenere dalla propria vita, dal  proprio lavoro ma soprattutto da se stessi; e tu perché scappi? Di cosa hai paura? Non pensi che la tua insoddisfazione sia dovuto anche un po’ a questo e poi, tanti sorrisi finti; ma quanto sei felice? “                                                                                                                                        
Non ti nascondo mia cara Marinella, che quel giorno ho pianto tantissimo, erano bastate poche domande per incrementare la confusione che già mi apparteneva … ed ora che faccio? La cosa più difficile era la scelta: scegliere di proseguire e cambiare strada o restare impassibile senza meta. Questa volta decido di avere coraggio, la consapevolezza e la grinta per essere felice.

Allora invio i moduli e sino al primo incontro non passano giorni in cui non guardo il blog, oramai lo avevo imparato a memoria … mi incuriosisce guardare anche la foto di questo mio idolo “ Marinella Santini ”, che bella donna, chissà quanti anni avrà, non vedo l’ora di incontrarla, però ho tanto timore … “Uffa e dai Viviana ci risiamo con questa paura, smettila!” “ Hai ragione grillo!!!”.                                                     

Parto di venerdì, voglio svegliarmi già a Grosseto sabato mattina, arrivo nella scuola di danza ho il cuore che mi batte alla gola proprio come quando avevo tre anni; io e le mie compagne entriamo in sala, faccio amicizia con una bimba,sarà più piccola di me, è più bassa e si chiama Paola. 

Poi entri tu ci presenti il corso di giocodanza e subito dopo inizi a chiacchierare con la tua Lulù che io già avevo visto su internet, allora mi presento: “ Ciao Lulù, io sono Viviana!”. Iniziamo le attività con il gioco del contatto visivo. Di peggio non poteva capitarmi; questo gioco è stato per me uno dei più difficili: ma come si fa a guardare negli occhi una persona che si conosce solo da poche ore? Successivamente andiamo nella giungla, diventiamo delle sirene, poi delle api e infine giochiamo con il paracadute. Bastava guardarti per poter andare avanti ancora più grintosa e più libera: libera di giocare, libera di poter fantasticare, libera di crederci.

“ Ed ora bambine è il momento del sogno!” esclami con un aria soddisfatta.
Beh, io sogno di notte, ma la mattina non ricordo, cosa si sarà inventata ora? Tutte distese con occhi chiusi sogniamo. Ci svegliamo, ma io non sono riuscita a sognare nulla, arriva il momento in cui devo raccontare il mio sogno e ti confesso Marinella che io quel giorno il sogno l’ho inventato.

Cosi uno dei primi giochi che propongo ai miei allievi è stato proprio questo, mi accorgo che loro sognano alla grande. Allora mi chiedo perché io non ci riesco e soprattutto come faccio a rendere entusiasmante un gioco se sono la prima a non provarlo. Dopo giorni, seduta vicino alla scrivania ascolto il cd di giocodanza, una collaboratrice della mia scuola di danza sta lavando il pavimento, questa volta senza nemmeno chiudere gli occhi e senza sforzarmi all’immaginazione come avevo fatto precedentemente, inizio a sognare in modo cosi spontaneo… immagino un deserto, io distesa con tanti animaletti che mi vengono vicino e mi accarezzano… ecco che la signora apre il rubinetto… un ruscello scorre… è tutto cosi bello e magico. 
                                                                                                   
Cerco tra le mie cose la mia Lulù, un peluche vestita con un tutù; essa mi è stata regalata da una bimba l’ultimo anno che ho frequentato la mia vecchia scuola di danza, oggi ho deciso di comprarne una nuova e di non prenderla più perché mi ricorda la mia maestra, ella mi ha insegnato tanto ma non ha mai creduto in me, non mi ha mai incoraggiata in nulla, per lei non ero abbastanza brava.                                                                                                                               In questi anni i suoi pensieri non mi hanno aiutata a dare il meglio, anzi mi hanno reso triste demotivandomi per qualsiasi scelta.

La partecipazione a questo corso è stata per me un’avventura unica che non potrò mai dimenticare, oltre a cambiare il mio lavoro ha cambiato anche me. Quando lavoro mi diverto con i miei allievi, mi sento capace, voglio donare a loro ciò che non è stato dato a me, non sorridevo così dal tempo della scuola elementare, mi sento libera e felice e da quando lo sono io anche i bimbi lo sono.

Oggi sono serena, anche IO SONO, anche IO ESISTO, ripenso ad Ilaria una mia allieva che costantemente mi dice: “ E’ già finita la lezione? Che peccato maestra! Io non voglio andare a casa!” questa frase mi lusinga… anche io valgo, anche il mio metodo, la mia tecnica, la mia lezione, il mio giocodanza grazie alla mia maestra Marinella.

Grazie a te maestra Marinella ho imparato che non conta cosa hai fatto in passato, conta ciò che fai e farai in futuro, ciò che sei e ciò che doni senza mai chiedere nulla in cambio. Ho imparato che le piccole cose saranno le grandi cose di domani, ho imparato non solo a dar voce al fanciullino che è dentro di me ma anche ad ascoltarlo e condividere con lui delle esperienze, spesso più che bambina divento neonata. Anche io seguendo il tuo esempio, ho imparato a crederci, perché nella vita “ se ci credi, tutto è possibile”.

Nel momento giusto il giocodanza mi ha baciato, come il principe ha baciato la bella addormentata, svegliandomi e dandomi tanta grinta per affrontare la quotidianità. Ho deciso di guardare oltre la punta del naso, il mio primo giorno di danza è stato il giorno 5/10/2013.

GRAZIE DI VERO E IMMENSO CUORE MARINELLA PER AVER CREDUTO IN ME, MI HAI INSEGNATO TANTO, MIA CARA MAESTRA…TI VOGLIO DAVVERO BENE!

P.S. COME FARO’ A NON VEDERTI OGNI MESE, DEVO ASPETTARE FEBBRAIO PROSSIMO